Visitare Pompei ed Ercolano nel 2026 significa entrare in un cantiere di scoperte senza precedenti. Dal 2023 a oggi, ogni settimana porta alla luce qualcosa che riscrive la storia.
Nella Regio IX di Pompei - uno dei nove quartieri dell'antica città, ancora per un terzo interrato - gli scavi avviati nel 2023 continuano a stupire il mondo. Da un'area rimasta sigillata per quasi duemila anni sono emersi scheletri di vittime dell'eruzione in posizioni che raccontano gli ultimi minuti di vita, cubicoli affrescati con miti greci (Poseidone e Amimone in uno, Apollo e Dafne nell'altro), un grande complesso termale privato di dimensioni eccezionali e un piccolo vano sacro completamente rivestito di intonaco blu - ribattezzato dagli archeologi "sacrario blu" - che dimostra come la religiosità domestica pompeiana si esprimesse con una raffinatezza difficile da immaginare. A dicembre 2024 è emerso un oecus con nature morte di cacciagione e pesce in secondo stile pittorico, seguito nel febbraio 2025 da una megalografia di straordinaria estensione e qualità. A novembre 2025 una ricerca pubblicata su Nature Communications ha usato i materiali da costruzione di Pompei per dimostrare - per la prima volta con dati solidi - come i Romani riciclassero materiali edilizi su scala sistematica.
Ad Ercolano il 2024 ha portato la riapertura al pubblico dell'Antica Spiaggia (giugno 2024), primo litorale antico visitabile all'interno di un parco archaeologico al mondo. Contestualmente sono ripresi gli studi sullo scheletro del "custode" del Collegio degli Augustali: un uomo di circa 20 anni sorpreso nel sonno dall'eruzione, il cui cranio conserva resti di tessuto cerebrale cristallizzato - uno dei reperti organici umani più straordinari mai documentati nell'archeologia classica. Anche sulla spiaggia un nuovo scheletro è stato ritrovato sotto un muro pietrificato alto 26 metri, travolto in pochi secondi da una tempesta di cenere a 500°C.
Il 24 ottobre del 79 d.C. - secondo la datazione rivista dagli studi recenti - il Vesuvio eruttò con una violenza catastrofica, seppellendo in poche ore le fiorenti città di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis sotto lapilli, cenere e flussi piroclastici. Quella tragedia divenne, nei secoli, un dono straordinario per l'umanità: i due siti conservano intatta la vita quotidiana romana del I secolo d.C., dalle abitazioni ai negozi, dagli affreschi ai mosaici, dagli attrezzi da cucina alle offerte votive.
«La nube saliva in alto - difficile a dirsi da quale montagna, ma fu poi che si seppe del Vesuvio - con la forma di un pino: si innalzava, per così dire, come un lunghissimo tronco che si allargava in cima in rami.»
- Plinio il Giovane, Epistulae VI.16Oggi il Parco Archaeologico di Pompei e il Parco Archaeologico di Ercolano sono tra i siti UNESCO più visitati al mondo, con oltre 4 milioni di visitatori annui solo a Pompei. I due scavi offrono esperienze complementari e profondamente diverse: Pompei stupisce per la grandiosità di una città intera conservata; Ercolano, più raccolta e intima, sorprende per la qualità eccezionale dei reperti organici - legno, cibo, tessuti, papiri - che la colata fangosa ha preservato in modo unico al mondo.
Pompei era una vivace città commerciale e residenziale di circa 20.000 abitanti, racchiusi entro 66 ettari di mura. Il sito, dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1997, è il più grande scavo archaeologico d'Europa ancora attivo. Le strade lastricate con i segni dei carri, le domus patrizie affrescate, i termopolia - le antiche tavole calde dove si poteva pranzare in piedi - i teatri e il grande anfiteatro restituiscono un quadro straordinariamente vivido della vita romana di duemila anni fa. Camminare per le sue strade significa comprendere che Pompei non era un museo: era una città vera, caotica e viva.
L'ingresso monumentale è già un'esperienza: la doppia apertura serviva a separare pedoni e animali. L'Antiquarium conserva i calchi in gesso delle vittime, creati colando gesso nelle cavità lasciate dai corpi nella cenere indurita.
Tempo consigliato: ~15 minCuore pulsante della vita civica, religiosa e commerciale. Templi, la Basilica giudiziaria, il Comitium per le elezioni, i magazzini dell'Eumachia: tutto il potere di Pompei si concentrava qui, in uno spazio che ancora oggi mette i brividi.
Tempo consigliato: ~20 minUno dei templi più antichi della città (VI sec. a.C.), venerato dai Pompeiani ben prima dell'influenza romana. Le copie bronzee di Apollo arciere e Diana che si fronteggiano nel porticato colonnato sono di grande suggestione.
Tempo consigliato: ~10 minLe terme pubbliche romane non erano solo luoghi per lavarsi: erano il club sociale della città. Questo complesso mostra perfettamente l'ingegneria del riscaldamento a pavimento (ipocausto) e la sequenza frigidarium - tepidarium - calidarium.
Tempo consigliato: ~15 min3.000 m² di lusso privato, con due atri e due peristili. Il fauno danzante in bronzo al centro dell'impluvium è l'emblema stesso di Pompei. Il mosaico originale della Battaglia di Isso - al Museo Archeologico di Napoli - è considerato il più bel mosaico antico superstite.
Tempo consigliato: ~15 minResidenza di Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, due ricchi liberti. Gli affreschi in quarto stile pompeiano - con amorini che svolgono attività artigianali - sono stati appena oggetto di un lungo restauro e oggi brillano di colori mai visti.
Tempo consigliato: ~12 minIl unico edificio di Pompei costruito specificamente come luogo di prostituzione. Due piani, dieci cubicoli, letti in muratura, affreschi figurativi sopra ogni porta e circa duecento graffiti latini incisi dai clienti sulle pareti: un documento sociale straordinario.
Tempo consigliato: ~8 minIl Grande, capace di 5.000 spettatori, è ancora oggi usato per rappresentazioni estive. Il Piccolo - o Odeon - era coperto e riservato alle performance musicali. Il quadriportico retrostante serviva come foyer e, nei momenti di emergenza, come rifugio.
Tempo consigliato: ~10 minL'anfiteatro di Pompei è il più antico in pietra del mondo romano (70 a.C. circa), capace di 20.000 spettatori. Fu teatro di una sanguinosa rissa tra Pompeiani e Nocerini nel 59 d.C., immortalata in un affresco ora al Museo di Napoli.
Tempo consigliato: ~12 minA 500 metri dall'uscita, fuori le mura: un ciclo pittorico di 29 figure a grandezza naturale che raffigura - secondo l'interpretazione più accreditata - il rito di iniziazione dionisiaco. I colori, dominati dal rosso pompeiano, sembrano dipinti ieri.
Tempo consigliato: ~20 min (da aggiungere all'itinerario)Ercolano - Herculaneum per i Romani - era una città residenziale di circa 5.000 abitanti, molto apprezzata dall'aristocrazia per la posizione panoramica sul Golfo di Napoli. A differenza di Pompei, sepolta da lapilli e cenere, Ercolano fu travolta da una violentissima colata di fango vulcanico che la sigillò oltre 20 metri di profondità. È precisamente questo che ha permesso la conservazione di ciò che normalmente non sopravvive millenni: travi e porte in legno, stuoie, cibo carbonizzato, papiri, tessuti.
Il sito è molto più compatto di Pompei (appena 4 ettari visitabili rispetto ai 44 della rivale), ma la densità e la qualità di ciò che offre sono straordinarie. Il Decumano Massimo conserva ancora balconate e soppalchi in legno originale del I secolo d.C., un'esperienza visiva semplicemente irripetibile su tutto il pianeta. Molti archeologi considerano Ercolano il sito più emozionante del mondo romano.
La via principale di Ercolano è un unicum mondiale: le balconate in legno antico si affacciano ancora sulla strada, le insegne dipinte sui pilastri delle botteghe si leggono ancora. Camminare qui è la più vicina esperienza possibile al tempo sospeso di quella notte.
Tempo consigliato: ~15 minIl divisorio ligneo carbonizzato che separa l'atrio dal tablino è sopravvissuto grazie alla velocità della colata di fango, che ha carbonizzato il legno proteggendolo dall'ossidazione. Un dettaglio domestico quotidiano diventato reperto unico al mondo.
Tempo consigliato: ~10 minScoperta nel 1938, durante il bicentenario degli scavi borbonici. Due piani ben conservati, affreschi di IV stile, mosaici. La traccia a forma di croce rinvenuta in una stanza del piano superiore ha alimentato decenni di dibattiti sulla presenza cristiana a Ercolano prima del 79 d.C.
Tempo consigliato: ~12 minLa domus aristocratica più ricca e meglio conservata del sito. Dal terrazzo - rivolto verso il golfo oggi scomparso sotto i sedimenti - si capisce perché l'aristocrazia romana sceglieva Ercolano come residenza estiva. Sculture originali in marmo ancora in loco.
Tempo consigliato: ~15 minComplesso termale diviso in sezione maschile e femminile, con ingressi separati. I mosaici del pavimento - in particolare quello con la piovra su fondo marino - e gli stucchi delle volte sono tra i più elaborati dell'area vesuviana.
Tempo consigliato: ~12 minSede del culto imperiale di Augusto, gestita da liberti arricchiti che non potevano accedere alle cariche pubbliche ma potevano finanziare il culto imperiale. Gli affreschi di Ercole e Giunone sono tra i più vividi e intatti di tutto il sito.
Tempo consigliato: ~10 minL'area più emozionante e commovente della zona. Circa 300 persone si rifugiarono sotto gli archi degli antichi magazzini portuali sperando di attendere il passaggio dell'eruzione. Un'ondata piroclastica a 500°C le raggiunse in pochi secondi. I loro scheletri sono ancora lì.
Tempo consigliato: ~15 minLa sala da ricevimento - il triclinium - con le pareti affrescate in nero pompeiano rappresenta il lusso discreto dell'aristocrazia ercolan ese. Il nero serviva a nascondere le macchie delle candele e delle lampade durante i banchetti serali.
Tempo consigliato: ~10 minL'area vesuviana è collegata a Napoli dalla storica Circumvesuviana, la ferrovia regionale che percorre la costa del golfo fin dal 1839. È il mezzo più comodo, economico e veloce: si parte da Napoli Piazza Garibaldi (binario 1) e si scende direttamente agli scavi. In alternativa, il Campania Express offre posti garantiti e aria condizionata a un piccolo supplemento.
Pompei ed Ercolano sono scavi all'aperto su terreno irregolare, con selciati antichi, gradini e dislivelli. Prepararsi bene fa la differenza tra una visita piacevole e una estenuante, soprattutto nei mesi estivi quando le temperature superano i 35°C e non c'è ombra.
Visitare entrambi i siti in un solo giorno è fattibile ed è il modo migliore per apprezzarne le differenze. La strategia vincente è iniziare da Ercolano - che apre 30 minuti prima e ha meno folla al mattino - poi spostarsi a Pompei con la Circumvesuviana. Acquista entrambi i biglietti online prima di partire.
Nei pressi degli scavi l'offerta è abbondante ma disomogenea: si trovano posti ottimi e posti mediocri a pochi metri di distanza. La regola è evitare i locali con menù tradotti in otto lingue e con i camerieri che fanno pressione all'ingresso, e puntare sulle trattorie a conduzione familiare verso il centro dei due comuni.
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